KLEB BASKET, NASCE BASKET MEMORIES

In questo periodo d’incertezza, abbiamo deciso di sviluppare idee nuove e accelerare progetti editoriali già in cantiere, per sentirci più vicini e sempre insieme ai nostri tifosi, agli appassionati di basket, almeno virtualmente.

Nasce quindi proprio oggi BASKET MEMORIES, un nuovo format attraverso il quale ricordare la storia della pallacanestro e che Kleb Basket vuole dedicare a tutti coloro che amano la palla a spicchi. Un contenitore che vogliamo sia il più possibile interattivo, quindi invitiamo chiunque abbia archivi testo o fotografici, ricordi, curiosità, materiale d’epoca, relativi alla storia del basket, ferrarese e non, a contattarci alla mail ufficiostampa@klebbasketferrara.com. Saranno pubblicati i vostri contributi o i riferimenti di autori e semplici segnalatori.

 

La data di questa prima puntata non è casuale.

Oggi è il compleanno del basket giocato. Nel lontano 1892, proprio l’11 marzo, al College di Springfield, il professor James Naismith, inventore di questo “nuovo gioco”, organizzò infatti la prima partita di Basket Ball, fra una rappresentativa di docenti e una di studenti. Risultato, un “largo” 5-1 per i professori.

Good defense, verrebbe da commentare… ma facciamo un passo indietro, quel nuovo gioco appena creato era ancora in embrione, con regole basiche e pochi “punti nelle mani”, ma sarebbe divenuto poi uno degli sport più seguiti e spettacolari.

Nato ad Almonte, in Canada, nel 1861, Naismith passò gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza in un contesto rurale, dividendosi fra la scuola e il duro lavoro in fattoria. Orfano dall’età di 9 anni e nonostante l’impellente esigenza di guadagnarsi da vivere come taglialegna, anche grazie al sostegno dello zio materno e all’aiuto dell’insegnante Peter Mc Gregor riuscì a completare gli studi e approdare al college, a Montreal. Qui visse le sue prime esperienze sportive, avvicinandosi alla ginnastica, poi al football americano, in cui ottenne per anni un posto nella squadra dell’università, ma anche all’atletica leggera e al lacrosse.

Laureatosi nel 1887 in filosofia, continuò la sua vita da atleta e da studioso presbiteriano e venne assunto come professore di educazione fisica. Nel 1889 abbandonò gli studi religiosi al Presbyterian College poco prima di prendere gli ordini, e preferì trasferirsi ad insegnare alla Young Men’s Christian Association dello Springfield College.

A Springfield, Massachusetts. Dove tutto, grazie a lui, è cominciato… .

Fu allo Springfield College infatti che il responsabile del corso di educazione fisica, chiese a Naismith di cercare qualcosa per divertire gli studenti durante le lezioni invernali di ginnastica. L’ordine era perentorio: “un gioco facile da apprendere, facile da disputare, indoor, con contatti punibili a regolamento e che costasse poco, per non incidere sul budget scolastico”.

Naismith si ispirò allora ai ricordi infantili, al “duck on a rock”, un gioco per bambini appreso in Canada, in cui era necessario lanciare un sasso con una parabola precisa, le incrociò con gli studi sugli sport aztechi e maya, in cui una sfera doveva attraversare un cerchio posto in alto, attinse alle sue esperienze agonistiche… e per non pesare sulle casse dell’ateneo cominciò a pensare a come “riciclare” i cesti di legno logori. Dopo circa due settimane di lavoro scrisse cinque principi fondamentali del nuovo gioco:

  1. Il gioco è praticato con un pallone rotondo, che può essere toccato esclusivamente con le mani.
  2. Non è permesso camminare con il pallone fra le mani.
  3. I giocatori possono posizionarsi in qualsiasi posizione essi preferiscano, nel corso del gioco.
  4. Non è consentito alcun contatto fisico tra i giocatori.
  5. Il goal è posizionato orizzontalmente, in alto.

Poco tempo dopo, il 21 dicembre 1891 Naismith tradusse questi principi in tredici regole, che divennero la base di ciò che il giornale studentesco universitario Triangle definì appunto “A new game”, e nello stesso giorno organizzò la prima partita sperimentale della storia, disputata dal cosiddetto First Team, un gruppo di 18 studenti della sua classe.

Le 13 regole originali di James Naismith erano:

  1. La palla può essere lanciata in qualsiasi direzione con una o entrambe le mani.
  2. La palla può essere colpita in qualsiasi direzione con una o entrambe le mani, ma mai con un pugno.
  3. Un giocatore non può correre con il pallone, deve lanciarlo dal punto in cui lo ha preso.
  4. La palla deve essere tenuta in una mano o tra le mani; le braccia o il corpo non possono essere usate per tenerla.
  5. Non è possibile colpire con le spalle, trattenere, spingere, colpire o scalciare in qualsiasi modo un avversario; la prima infrazione da parte di qualsiasi giocatore di questa regola è contata come un fallo, la seconda squalifica il giocatore fino alla realizzazione del punto seguente o, se è stata commessa con il chiaro intento di infortunare l’avversario, per l’intera partita; non sono ammesse sostituzioni.
  6. Un fallo consiste nel colpire la palla con il pugno, nella violazione delle regole tre e quattro e nel caso descritto dalla regola 5.
  7. Se una squadra commette tre falli consecutivi, conterà come un punto per gli avversari; consecutivi significa senza che gli avversari ne commettano uno tra di essi.
  8. Un punto viene realizzato quando la palla è tirata o colpita dal campo nel canestro e rimane dentro, a meno che i difensori non tocchino o disturbino la palla; se la palla resta sul bordo e l’avversario muove il canestro, conta come un punto.
  9. Quando la palla va fuori dalle linee del campo, deve essere rimessa in gioco dalla persona che per prima l’ha toccata; nei casi dubbi, l’umpire deve tirarla dentro il campo; chi rimette in campo la palla ha cinque secondi: se la tiene più a lungo, la palla viene consegnata agli avversari; se una squadra continua a perdere tempo, l’arbitro darà loro un fallo
  10. L’umpire è il giudice dei giocatori e prende nota dei falli, comunicando all’arbitro quando ne sono commessi tre consecutivi; ha il potere di squalificare un giocatore secondo la regola 5.
  11. L’arbitro è il giudice della palla e decide quando la palla è in gioco, all’interno del campo o fuori, a chi appartiene e tiene il tempo; decide quando un punto è segnato e tiene il conto dei punti con tutte le altre responsabilità solitamente appartenenti ad un arbitro.
  12. La durata della gara è di due tempi da quindici minuti, con cinque minuti di riposo tra di essi.
  13. La squadra che segna il maggior numero di punti nel tempo utile è dichiarata la vincitrice dell’incontro. Nel caso di pareggio, il gioco può continuare, se i capitani sono d’accordo, fin quando non viene segnato un altro punto.

Le tredici regole vennero pubblicate sul Triangle il 15 gennaio 1892, Da quel momento, il Basket Ball era nato ufficialmente e occorreva organizzare la prima partita al mondo di questo nuovo sport. Naismith la organizzò l’11 marzo 1892 e il 5 a 1 con cui i docenti sconfissero gli studenti di Springfield è il primo storico risultato di una sfida, di cui non si hanno particolari cronache, né commenti o immagini. Ma che segna l’esordio del nostro sport, di cui oggi, per ogni appassionato di basket nel mondo ricorre il 128° anniversario.

Il resto… lo conosciamo.

Dalla prima mitica squadra collegiale, i Kansas Jayhawks, allenata dallo stesso Naismith a fine ‘800, all’ascesa della pallacanestro nel secolo scorso, l’introduzione come sport olimpico nel ’36, i campioni da West, a Chamberlain, a Magic, Jordan, Lebron… . Ma tutto è nato l’11 marzo, nel 1892.

Da un professore illuminato. Un cesto di legno, una palla, poche regole e ancora meno soldi.

Ma tanta passione. La nostra. La vostra.

Buon compleanno, Basketball! E grazie, Professor Naismith!